S. Anna – Lucca
L’ Oratorio – Sue origini. Fondazione

Nel 1366, le vicende politiche italiane, che ormai sono in dominio della Storia, portarono alla soppressione degli Ordini Religiosi.
Molti dei figli di questi Ordini, spinti dalla necessità, poterono raccogliersi sotto il tetto paterno ove la vita fosse meno disagiata e in attesa di tempi migliori.
Mentre l’auspicata indipendenza della patria dallo straniero si andava compiendo e il voto ed il sospiro tramandato nei secoli erano per divenire una realtà, tristemente, per opera di politicanti, si minava la santa libertà di cittadini di riunirsi in religiose osservanze in Ordini, o Congregazioni d’incontràstata utilità per il bene morale e civile dei popoli.
Nel numero di questi che la fede antica e la pietà dei Palazzieri avevano dato alla vita del chiostro, sono a noverarsi: P. Ambrogio Certosino,P. Fortunato, P. Filippo, P. Anselmo, suo fratello,P. Celestino ecc. Francescani e tutti dei Martinelli.
I buoni Palazieri vedendo che era troppo grave incomodo per quei loro Religiosi il recarsi ogni giorno a celebrare la S. Messa alla Chiesa parrocchiale di S. Anna, deliberarono di erigere un Oratorio pubblico nel centro dei casolari del Palazzaccio, posto sulla fertile sponda sinistra del fiume Serchio, ad oltre due chilometri da S. Anna, centro di forti e laboriosi agricoltori, ove più facilmente la loro pietà e la frequenza alla santa messa, specialmente nei giorni festivi, potesse esercitarsi anche dai fedeli vicini.
Si delegarono sei Capi-famiglia che presentassero una domanda, per la licenza di erezione, al R.mo Ordinario di Lucca.
I medesimi furono: Vincenzo, Cesare, Clemente, Giovanni, Andrea e Raffaele tutti Martinelli del Palazzaccio.
Superate le difficoltà frapposte, ottennero la licenza d’erezione e ne benedisse la prima pietra, in mezzo al giubilo del popolo, il M. R. Don OrsoliniRettore del Ponte S. Pietro,
col consenso del M. R.Prosperi Rettore di S. Anna assente.
Il Sig. Giuseppe Martinelli, capo-mastro di S. Donato, disegnò il tempietto di architettura semplice, in stile classico e comune in quel tempo, ma decoroso e adatto allo scopo.
Tale fu l’entusiasmo e l’opera dei buoni Palazzieri nel contributo gratuito di materiali e mano d’opera che in due mesi l’edificio raggiunse la linea del tetto.
Serie difficoltà misero a dura prova il primitivo fervore.
Le somme raccolte in offerte pecuniarie, in grano ed altre derrate erano esaurite e urgeva ricorrere alla già provata carità dei Palazzieri.
Fu fatta un’ adunanza dei Capi-famiglia per deliberare sul da farsi, ma un’ esitazione pervase l’animo di quella buona gente che vedeva allontanarsi la realtà di quello che fu un sogno ed un sospiro santo.
Ecco che a rimettere energia negli animi dubbiosi, scattò fuori un vecchietto venerando è disse:
Non vi sgomentate! V’insegno io a far danari:Tutti i nostri poderi hanno alberi (pioppi da lavoro):ognuno di noi doni il più grosso per la Chiesina.
La proposta fu accettata all’unanimità e tosto si recarono nei loro poderi, furono scelti e segnati gli alberi più grossi di ciascuno; il Martinelli Clemente uno dei loro, fece la compera che fruttò varie centinaia di lire.
La costruzione fu continuata senza interruzione e, a capo di 18 mesi dalla fondazione, la Chiesina era compiuta in tutte le sue parti.
A quest’opera di religiosa pietà non poteva mancare il contributo delle donne sempre pronte ove la fede e la carità le chiami.
Esse ingegnosamente presero grande quantità di filo dai Sigg. Ratti negozianti di S. Anna, lo imbiancarono e, col sudore della fronte, ricavarono somme non indifferenti che, aggiunte alle particolari loro oblazioni, supplirono alle molte spese di corredamento del tempio e poterono fare un bel vestito in seta ed oro del valore di L. 500 alla statua della Madonna Immacolata che Padre Filippo aveva portato da Firenze e donato alla nuova Chiesa.
Compiuti i lavori e resala adatta pel sacro culto, fu visitata dal Rev. Giovacchino Prosperi di S. Anna, per delegazione del Rev.mo Ordinario e dopo relazione fatta, S:E: R.ma Mons. Giulio Arrigoni Arcivescovo emanò un Decreto in data 9 dicembre 1868 col quale dava licenza al medesimo parroco di benedire la chiesa; disponeva pel mantenimento dell’edifizio, concedeva che vi si celebrasse la
messa nei dì feriali e festivi – eccetto le Feste previste nel Calendario diocesano, e per e sacre funzioni. – Benedetta la Chiesa dal Rev. Rettore di S. Anna il giorno 17 Dicembre 1868, fu aperta al Culto il dì seguente festivo.
Al mattino si celebrarono molte messe piane, alle ore 11 vi fu messa solenne cantata dai RR. PP. Francescani di Lucca intervenuti in buon numero a questo scopo.
Alla sera Vespri solenni, predica e benedizione col concorso di molti fedeli circonvicini.
Dopo 5 anni si costruì il campanile su disegno del Sig. Andrea Martinelli del Palazzaccio.
La Chiesa è stata ufficiata per diversi anni ufficiata dai RR. PP. Cappuccini del Camposanto di Lucca.
Ogni anno, nella Domenica fra l’ottava della Concezione di Maria SS. vi si celebra la Festa solenne con concorso di popolo, secondo il Rescritto della S. Congregazione dei Riti, in data 18 Novembre 1869.
Nel 50.° per sottoscrizione dei Palazieri, fu donata alla Chiesa una pisside d’argento di un discreto valore.
È conforto lo sperare che la fede e la pietà religiosa degli avi passi feconda nei figli e nepoti lontani dei buoni Palazieri e la Chiesina richiami ancora i fedeli ai sacri misteri della S. Religione,
sia il centro e la memoria dei più puri e santi affetti cristiani che soli sostengono la vita travagliata e additano la pace perenne e la gioia del Cielo.
P. C. M. – V. D. F.
